Album: Frank Genius is Star Struck
Author: Nicola Tenani
Publication: Darkroom
Date: 1/4/2010

Born in Germany and moved to the States, Frank Rothkamm just in Los Angeles is the ideal setting (and perhaps also suitable target) to its 'ethics' sound. Post-modernism almost futuristic and rejection of the use of text as the transmission of concepts if not in a hermetic: rather use the word sung is the association between hand-sound balances and onomatopoeia (a "Je Sens La Vie" repeated eternal rhythm while creeps almost 'jungle' of "La Vie" is its most immediate example). The music of Frank Rothkamm was officially founded in 1990 with the debut cassette "The Cult Of Cunt" on behalf of Kult Production, and further the career of 'whimsical artist develops slowly with targeted outputs and sparse, at least until 2008, accomplice even the self with its own Flux Records of inspiration, always hovering between electro-funk often 'guilty' of free-jazz, jungle and anarchy typical 'clubbers'. The result is a sound that confusing which needs to be choreographed true: if the purpose of Rothkamm should be the art of dance, do not miss "Frank Genius Is Star Struck" the spirits to give way to dancing bodies to express the movement follows structures of the syncopated sound. Or the alternative vision as different sound support is the other plausible alternative. Certainly in other contexts, the music on this full-length album that fans can find better appreciate the capabilities of our own, but for the public in our area lacks those destinations that also more likely to ambient nell'IDM more breackcore appear generous. In short: too much lawlessness affect the lines of structures that would definitely need more expressions weighted. One example is the excellent song (slowed down and 'managed' by small reverb guitar plucking) "Bouncing Bubbles", where sound is actually the set-up 'cotton' giving the idea of bouncing balloons. Frank is not undoubtedly Rothkamm deficit in conceptualizing his music, and if in future episodes such as "Bouncing Bubbles" occurred again (without of course affecting schizophrenia mail of other moments, not to fall in the opposite), will not be a problem to approach with more interest in this eclectic little genius.

-- original Italian

Nato in Germania e trasferitosi negli States, Frank Rothkamm proprio in Los Angeles trova il substrato ideale (e forse anche il target adatto) alla sua 'deontologia' sonora. Post-modernismo quasi futurista e rifiuto dell'uso del testo come trasmissione di concetti se non in modo ermetico: semmai l'uso della parola cantata è l'associazione canto-sound tra equilibri ed onomatopee (un "Je Sens La Vie" ripetuto in eterno mentre si insinua nel ritmo quasi 'jungle' di "La Vie" ne è l'esempio più immediato). La musica di Frank Rothkamm nasce ufficialmente nel 1990 con il debutto su cassetta "The Cult Of Cunt" per conto della Kult Production, ed in seguito la carriera dell' estroso artista si sviluppa lenta con uscite mirate e rade, almeno fino al 2008, complice anche l'autoproduzione con la sua Flux Records del proprio estro, sempre in bilico tra electro-funky spesso 'macchiato' di free-jazz, jungle e anarchie tipicamente 'clubber'. Ne deriva un sound ostico che necessita di supporti coreografici veri e propri: se lo scopo di Rothkamm dovesse essere l'arte della danza, non mancherebbero in "Frank Genius Is Star Struck" le ispirazioni per dar modo a corpi danzanti di esprimere il movimento seguendo le sincopate strutture del suono. Oppure l'alternativa visiva come diverso supporto del suono è l'altra soluzione ipotizzabile. Sicuramente in altri contesti la musica di questo full-lenght può trovare estimatori che meglio apprezzino le capacità del Nostro, ma per il pubblico del nostro ambito mancano quelle destinazioni più propense all'ambient che anche nell'IDM più breackcore si manifestano generose. In poche parole: troppa anarchia pregiudica le linee di strutture che sicuramente avrebbero necessità di espressioni maggiormente ponderate. Ne è un esempio l'ottimo brano (rallentato e 'gestito' dalle piccole plettrate riverberate di chitarra) "Bouncing Bubbles", dove effettivamente l'assetto sonoro si 'ovatta' dando l'idea di palloncini rimbalzanti. Indubbiamente Frank Rothkamm non è deficitario nel concettualizzare la sua musica, e se in futuro episodi come "Bouncing Bubbles" dovessero ripetersi (senza ovviamente pregiudicare la schizofrenia elettronica di altri momenti, per non cadere nell'opposto), non sarà un problema accostarsi con più interesse verso questo eclettico piccolo genio.

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